By Franz Foti

Che si tratti di politiche, di europee, di regionali o di amministrative, il nostro è un Paese perennemente in campagna elettorale. Noi di Miew ne abbiamo vissute parecchie, di campagne, e con l’avvicinarsi della Primavera, periodo elettoralmente caldo per eccellenza, vogliamo dare il nostro piccolo contributo di analisi e riflessione.

Non c’è momento totalizzante e stressante, ma anche formativo e divertente come una campagna elettorale, un continuo corso accelerato nei più disparati argomenti che fanno parte del calderone della comunicazione, la nostra materia.

E’ anche un momento in cui si incontrano persone decisamente fuori dal comune, imparando a conoscerle da un punto di vista del tutto particolare. Stiamo parlando della cosa peggiore che possa capitare in una campagna elettorale: il candidato “particolare”. A tutti ne capita qualcuno, prima o poi. Chi si occupa di campagne elettorali finirà con gli anni per collezionare una vera e propria galleria di “mostri”.
Nessuno di noi farà mai i nomi neanche sotto tortura, ma vi possiamo assicurare che quelli che raccontiamo sono tutti profili creati in base a fatti realmente accaduti.

Ecco a voi i dieci peggiori candidati che possano capitare a chi si occupa di comunicazione politica.

1) Il Parolaio
Va agli incontri e si siede in fondo, quando interviene (a stento) usa la gettonatissima formula “sono venuto per ascoltare i cittadini, non per parlare e basta come tutti i politici”. Più timido di un dodicenne nerd con l’acne e l’apparecchio. Perché si è candidato? Non lo capirete mai. A volte inspiegabilmente va a finire pure che vince. Il fascino del mistero.

social skills

2) Il Fotogenico
Avete bisogno di fare un dannato poster, chiedete al candidato delle foto e vi manda due jpg da 3 kb fatte con un cellulare del 2003 al buio e con gli occhi socchiusi. Allora gli prenotate un servizio fotografico e si presenta con dei vestiti che neanche a un’esterna di Uomini e Donne. Finirete per usare una foto presa da Facebook. Immagini che valgono più di mille parole.

fotogenico

3) Il Moderno
Vuole una campagna gggiovane, punta tutto sui social, di cui però ha un’idea a dir poco vaga. A un certo punto vi chiederà di organizzare un “flash mob “, e voi rimpiangerete i bei tempi del ciclostile, che non avete mai vissuto. Zeitgeist.

facciamo un flashmob

4) La Ditta
Quelli che il ciclostile lo rimpiangono veramente. Tutto ciò che proponete verrà diviso in due categorie:
A) le cose che si facevano da sempre (molto meglio) a cui ora danno i nomi inglesi per fare i fighi;
B ) le diavolerie moderne che non servono a nulla, tanto quelli che stanno su internet non vanno a votare.
Pessimismo storico.

la ditta

5) Lo Spammer
Spende metà del budget in santini, né cosparge la città, li distribuisce pure ai cortei funebri. Vi ritroverete pacchi del suo materiale in giro per la macchina per mesi dopo la campagna elettorale. Prenderà sei preferenze. Ninja marketing.

spam

6) Il Secchione
Si presenta sempre con una piattaforma programmatica dettagliatissima, che non conosce minimamente. Sarete presi dal panico ad ogni intervista o evento pubblico con domande. Se è un politico di razza se la caverà con delle supercazzole memborabili, altrimenti lo ritroverete a fare espressioni e movenze tipiche del vostro vicino di banco durante un’interrogazione a sorpresa: capo chino, sguardo evitante, frugare nello zaino alla ricerca di non si sa cosa, ecc. Knoledge is power.

supercazzola

7) Il Malleabile
Lui, invece, il programma lo sa a menadito, e ci tiene da morire che lo sappiano tutti. In genere ha un pallino, una sua battaglia che è tanto sentita quanto di nicchia. Cosa di cui lui, ovviamente, non ha alcuna percezione. Lo troverete perciò a parlare a ruota della sua battaglia per la protezione dello stracchino di armadillo doc di fronte ai metalmeccanici cassaintegrati o di fronte al gruppo di cittadini a cui hanno costruito uno svincolo davanti casa. Il polso dell’elettorato.

who the hell cares

8) L’Esaltato
Sente molto la responsabilità del ruolo che si candida ad assumere, ma non vuole darlo a vedere. Convintissimo fautore dell’understatement, lo sentirete dichiarare cose come “in fondo la politica oggi è tutta decisa altrove, io e il mio avversario non potremo agire in maniera poi molto diversa”, oppure “come vostro rappresentante non potrò fare molto per voi, i miei poteri saranno limitatissimi”. Un’iniezione di entusiasmo.

whatever

9) Lo Zelante
Dal giorno della candidatura ha organizzato ottanta incontri, si mette in completo e sorride rassicurante anche per portare fuori il cane alle due di notte, ha costruito un programma dettagliatissimo, una grafica di impatto, un messaggio accattivante, fa diciotto post sui social e rilascia almeno cinque comunicati stampa ogni giorno. Purtroppo è stato candidato come tappabuchi, senza una base elettorale o il supporto del suo partito, in pratica senza alcuna reale chance di elezione, ma la considera comunque la sua grande occasione. Arriverà terzo dei non eletti in consiglio di zona e passerà cinque anni a fare macumbe agli eletti più deboli o anziani della sua lista, sperando di subentrare loro. Eye of the tiger.

overachiever

10) Il Credibile Hulk
Preparato, credibile, affidabile. Sembra una persona normale, ha delle idee comprensibili da portare avanti, le espone brillantemente. Si affida al gruppo di professionisti che ha ingaggiato, ha il sostegno del suo partito e della sua base. E’ l’avversario del vostro candidato, ovviamente.

adversary

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