By Franz Foti

Il processo ad Erri De Luca è una delle notizie più calde degli ultimi giorni. Ha fatto molto discutere, infatti, la richiesta di condanna a otto mesi di carcere avanzata dal pm nei confronti del celebre scrittore, accusato di aver istigato episodi di violenza legati al movimento No-Tav della Val di Susa.

Pur considerando la richiesta di condanna (e il processo stesso) a dir poco disturbanti, non è delle accuse a carico di De Luca che tratterà questo post.

In seguito alla richiesta di condanna, sui social si è scatenata la discussione in merito alla notizia e in brevissimo tempo l’hashtag #iostoconerri è entrato in trending topic.

Lo stesso De Luca, che ha sempre messo in primo piano il suo impegno nelle battaglie in cui crede, ha modificato il suo account mettendo dei riferimenti al suo processo e alla campagna in suo sostegno

de luca status

La campagna, come spesso accade, ha coinvolto anche personaggi e organizzazioni e media di un certo rilievo, da Roberto Saviano ad Alessandro Robecchi, da Change.org a Rai3.

Ovviamente anche la casa editrice di De Luca, la Feltrinelli, ha mostrato il suo sostegno al celebre scrittore, e fin qui nulla di male. L’account twitter ufficiale propone uno storify della campagna e dichiara il suo supporto a Erri.

Tutto bene, quindi? Fino a un certo punto. Ciò che abbiamo trovato decisamente stonato è la creazione di questa pagina, in cui il sostegno a De Luca tende a confondersi (e a stemperarsi) con la promozione del suo catalogo. Anche le immagini a corredo del sito non appaiono proprio di ottimo gusto.

deluca_feltrinelli

La domanda sorge spontanea, quindi: è giusto utilizzare un processo e il buzz mediatico creatosi attorno ad esso per promuovere la vendita di un prodotto legato all’imputato?
E’ giusto cavalcare l’indignazione per quello che viene vissuto come un processo alla libertà di parola per aumentare il proprio fatturato?

Spesso qui su Miew parliamo di come i brand risultino più efficaci nella loro comunicazione quando riescono a intercettare il flusso delle informazioni che intersecano la vita quotidiana del pubblico, ma è sempre importante fare la cosa con una certa classe e con tatto. La spudoratezza raramente paga, a nostro avviso.

Personalmente, la trovo una scelta molto discutibile. Un vero epic fail.

 

 

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