By Franz Foti

Se siete malati di social come noi di Miew, sicuramente ricorderete con terrore e raccapriccio il mattino del 27 gennaio del 2015, quando Facebook, Instagram e Twitter sono andati down tutti e tre contemporaneamente, lasciando milioni di utenti senza la possibilità per un’intera mattina di giocare a Candy Crush, condividere le foto della colazione, cercare potenziali spasimanti.

E se questa apocalisse dovesse ripetersi? Che fare delle nostre vite? Tranquilli, ci pensa KFC!

E’ infatti proprio su questa autentica tragedia della rete che si basa l’ultima campagna del celebre brand di pollo fritto.


kfc don't panic

Con molto più di un pizzico di ironia, ma sfoderando quella che con ogni probabilità si rivelerà un’ottima idea, il branch rumeno dell’azienda del Colonnello Sanders propone infatti di calmare i nervi stremati dei fanatici dei social regalando loro un panino ogni qual volta dovesse ricapitare che i principali social network siano down.

Il video di questo fantastico spot televisivo è stato caricato su YouTube da moltissimi semplici utenti e canali che si occupano di comunicazione e social media, ha perciò fatto in breve il giro del mondo e sta facendo molto parlare di sé. Giocare sulla nostra esagerata dipendenza dai social è un’ottimo stratagemma per aumentare il buzz sulla rete del brand in questione, che non può al momento contare su una presenza social di particolare rilievo.

la campagna rimanda a un sito dedicato, anch’esso molto ironico. Una volta lanciato, infatti, verifica che i social siano attivi, passando sullo sfondo messaggi tipo “se le hai scritto e non ti risponde, sei sicuro che sia un problema di rete?” per poi proseguire con “le reti sono tutte ok, tu invece avresti bisogno di un po’ di pollo”, oppure “Houston, qua nessun problema, ma Houston, nessuno ha fame?”

kfc dont panic sito

La campagna è stata un successo, da quando è stata lanciata diversi social sono andati offline e sono stati i giorni di maggior affluenza da KFC.

Come amiamo ripetere, questa campagna funziona non solo perché coglie con ironia e creatività un aspetto della nostra quotidianità per declinarlo a suo modo, ma perché si tratta di una campagna che riguarda, potenzialmente, sia il piano social che quello “reale” (ma c’è davvero ancora qualcuno che pensa ci sia una differenza tra i due?), in questo caso facendo leva sui canali social di utenti e addetti ai lavori, superando così la scarsa potenza dei propri.

E poi, certo, anche regalare panini aiuta.

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