By Michela Cella

I fenomeni di viralità sul web (e non solo) sono prima di tutto eventi spontanei, difficilmente si può ingabbiarne la natura in uno schema preciso, difficilmente li si può analizzare con la pretesa di capirli fino in fondo. Il medium e il messaggio sono spesso sovrapponibili, e capita che a volte la forza e il momentum del secondo siano tali da rendere ininfluenti le buone pratiche del primo.

Oggi vogliamo farvi un esempio di come un contenuto di per sé povero sul piano tecnico e per nulla pianificato possa comunque dare grandi soddisfazioni, a determinate condizioni.

Noi gattini di Miew ogni tanto ci stacchiamo dai social e l’altra sera ben 4 su 7 di noi erano all’evento “Erba Voglio” organizzato da Giuseppe Civati per promuovere la legalizzazione della cannabis a scopo ricreativo e terapeutico.

erba voglio

Ad un certo punto dei ragazzi hanno consegnato una canna ad un collaboratore di Civati perché gliela portasse, io ho colto al volo la photo-op e ho immortalato Pippo sorridente con una canna in mano.

civati spinello

Ho chiesto il permesso e l’ho postata sulla pagina Facebook dell’evento e l’ho twittata. I like e i RT sono fioccati come per nessun’altra mia foto pubblicata sui social.

La foto è stata subito notata da un mio giovane amico giornalista che mi ha detto : “pronostico: quella foto di Pippo con la canna sarà sul Giornale e Libero nel giro di 48 ore”.

Beh aveva torto, perché molto prima di 48hr dopo la mia foto era in home di Repubblica e Corriere della Sera. E’ stata usata da molte altre testate tra cui Famiglia Cristiana e infine anche il Giornale.
civati spinello 1civati spinello 2civati spinello 3

Ha scatenato l’ironia online e sono stati creati alcuni meme molto divertenti che sono stati condivisi quasi quanto la foto stessa.

civati spinello swagghetto

Le testate giornalistiche che hanno preso la mia foto da FB senza darmi credits hanno però dato un’incredibile spinta alla popolarità di Civati sui social.  La pagine FB di Civati ha avuto un picco di like e engagement come non succedeva da mesi, l’attenzione che proposte serie non erano riusciti ad ottenere è arrivata con una foto un po’ anticonvenzionale con una canna in mano.

Il perché di tutto ciò è probabilmente da demandare alle imperscrutabili e sacre logiche di EdgeRank (sempre sia lodato). Ma è lecito avanzare qualche ipotesi da parte nostra pur senza per questo voler essere interpreti dell’azione insindacabile del mitico algoritmo di Facebook.

– La foto in questione è simpatica, poco convenzionale e molto spontanea.
– E’ stata scattata e messa online durante l’evento stesso, che era stato ampiamente pubblicizzato sui social e aveva già suscitato grande interessa, tanto sul web quanto dal vivo.
– Proprio il successo di pubblico (e la sua bassa età media) ha permesso che questo contenuto generato in tempo reale sia stato con ogni probabilità visualizzato e condiviso prima di tutto dagli smartphone dei presenti in sala.
– La natura poco mainstream dell’evento ha attirato anche l’attenzione dei media tradizionali, che con le loro versioni online e cartacee hanno dato ulteriore diffusione all’immagine.

Insomma per una serie di fortunate circostanze (ma per ottime ragioni, verrebbe da dire) si è venuta a creare una tempesta perfetta in cui un po’ tutti, quella sera a Milano e sul web, l’abbiamo fatta girare.

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