By Stefano Catone

Il calcio italiano non brilla, a livello internazionale, oramai da troppo tempo, per i parametri ai quali eravamo abituati. Oltre ai risultati del campo, anche sul terreno dei social media i nostri club sembrano deludere, se paragonati ai principali competitor su scala europea.

Una breve indagine comparativa, svolta tra club scelti ad insindacabile giudizio dello scrivente, può aiutarci a comprendere il gap, e a ricavare qualche suggerimento e qualche spunto per tornare competitivi in Europa. Almeno nella comunicazione.

Parliamo di cinque club (e di cinque pagine Facebook), dei quali due italiani (Milan e Juventus) e tre “del resto d’Europa” (Real Madrid, Manchester United, Bayern Monaco).

Real, bastano i giocatori

Il Real Madrid – il club con più like, 80 milionipunta molto sui propri giocatori. Gli ultimi cinque post (fotografie che raccontano i risultati dei giocatori impegnati con le nazionali – e il compleanno di Sergio Ramos) accumulano 800.000 like.

Tre le applicazioni, “Become a Madridista” e un classico “Shop”. La prima non è altro che una sorta di campagna di tesseramento, aderendo alla quale (secondo diverse formule) è possibile essere beneficiari di sconti, promozioni, e avere accesso a contenuti riservati. “Shop” è un negozio online, o meglio, una vetrina di prodotti, con numerosi link al vero e proprio negozio online.

madridista

Manchester United e l’uomo del momento

La pagina dello United celebra da giorni il gol in acrobazia di Mata che ha regalato la vittoria allo United contro il Liverpool.

Anche in questo caso abbiamo delle app consigliate: Instagram, Twitter e “Victory Signed Shirt Competition”, in pratica l’estrazione e l’assegnazione di una maglia celebrativa della vittoria con il Liverpool. Per partecipare all’estrazione è necessario fornire un bel po’ di dati personali, ai quali il club di Manchester sembra molto interessato (più che hai ricavi diretti da vendite e sottoscrizioni, secondo il modello del madridista).

manchester united

Da segnalare l’hangout Google organizzato da Chevrolet, main sponsor della società, tra tifosi e giocatori.

Alcuni post sono link diretti al sito del club, e non è un caso: l’investimento comunicativo sul sito è alto, configurandosi come un vero e proprio sito di news.

I like totali sono 63 milioni, mentre per gli ultimi 5 post i like raggiunti sono 400.000.

 

Bayern Monaco, la (web) tv è tutto

I like alla pagina del Bayern Monaco sono “solo” 27 milioni, ma la cura dei contenuti è assolutamente di livello. Gli ultimi 5 post contano 300.000 like, e sono dedicati in larga parte al successo della nazionale tedesca dello scorso weekend, ma continuando a scorrere troviamo numerosi video postati direttamente su Facebook. Spesso sono preview, e rimandano al video completo sul canale YouTube, dove possiamo ammirare una vera e propria web tv da 312.000 iscritti – che tra l’altro ha una propria pagina anche fuori dai social.

L’ultimo video embeddato su FB non è altro che una sfida tra i calciatori del Bayern e – indirizzati su YouTube – termina con una schermata cliccabile, che rimanda ad altri contenuti o alla pagina “Partner” del sito veramente ben curata. Anche l’eclissi solare di pochi giorni fa è stata protagonista di un divertente video. Da notare l’hastag #MiaSunMia, che non è altro che una storpiatura di “Mia San Mia”,motto del Bayern. Ed è sempre a partire da “Mia San Mia” che la pagina FB propone una raccolta di foto dei fan del Bayern all over the world: il flusso generato dall’HT #MiaSanMia è piuttosto impressionante.

 

Milan, tra offerte speciali fuori luogo e finalità sociali

Solo 23.000.000 di like, per la squadra più titolata al mondo. Gli ultimi 5 post ne hanno totalizzati meno di 80.000. Due di questi ultimi celebrano due compleanni (Mexes e Rui Costa) e uno è una grafica che ci mette al corrente di un’offerta imperdibile: i pantaloncini della terza maglia del Milan in offerta, da 40 a 15 euro.

milan shorts

Siamo prossimi al social media epic fail, con commenti che riprendono le campagne acquisti al risparmio del Milan: «Li compro a parametro zero a stagione finita», «Li prendo in prestito con diritto di riscatto a 17 euro», «Galliani, non farti sfuggire l’offerta: un giorno li rivenderai al triplo», e via dicendo. Un tecnica di markerting non propriamente efficiente.

Interessante, invece, un recente hangout con Menex e Mexes, anche se la realizzazione lascia un po’ a desiderare: scenografia scadente, nessuno sponsor, nessun brand, video caricato per intero senza che fosse stato editato, un HT poco convincente (#HangoutMenexes).

Nota positiva, i video di Fondazione Milan rilanciati dalla pagina, che insistono sulle finalità sociali dello sport.

 

Juventus, se al gioco manca il racconto

Sono 16.000.000 i fan su Facebook della Juventus, compagine in testa al campionato di serie A e con testa alla Champions League. Gli ultimi cinque post generano poco più di 10.000 like, un risultato davvero modesto.

Le iniziative, però, non mancano. Da una chat via twitter con Allegri (#tlk2Max), alla promozione della app “Juventus Live”, da un gioco da scaricare su smartphone, alle diverse sezioni interattive del sito (Predictor, Stars collection, My Chance)

allegri twitter

Tutte cose molto carine, ma che sui social generano un livello di interazione veramente basso, così come sono raccontate.

 

Cosa imparare

Analizzando le pagine di tre tra i principali club europei di calcio, come abbiamo fatto, emergono tre differenti strategie, piuttosto chiare. Se il Real Madrid può permettersi un racconto attraverso i volti delle stelle che compongono la sua rosa e – relativamente – poco altro, il Manchester United ha focalizzato le proprie campagne social delle ultime settimane su un solo giocatore, Juan Manuel Mata, e su una partita, quella contro il Liverpool. Ne conseguono post a ripetizione sul calciatore e un’estrazione, che permette di raccogliere dati su quella parte della tifoseria che sta online. Interessante, inoltre, l’hangout a cura del main sponsor, di sicuro un’opportunità per il brand. Del Bayern Monaco colpisce l’attenzione ai contenuti video, incorporati direttamente sulla pagina FB, e che rimandano a una vera e propria web tv, e il tentativo di racconto collettivo “Mia San Mia”.

I club italiani analizzati non riescono a ottenere le stesse performance dei competitor europei, sia in termini di like che di engagement. Un peccato perché, se il Milan può comunque contare su un passato glorioso e su alcuni giocatori che possono far sognare i tifosi milanisti con le loro giocate, la Juventus ha una storia e un presente di vittorie che potrebbe permettere un racconto molto più coinvolgente. Alcuni spunti – da “Fondazione Milan” alle componenti interattive del sito della Juventus – sembrano avere un potenziale, non del tutto sfruttato in una strategia organica.

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