By Stefano Catone

La prima volta che ho ascoltato Take Me to Church mi trovavo sulla strada che da Los Angeles porta verso il Grand Canyon, questa estate. Tra i pezzi che la radio americana passava costantemente rientrava, appunto, il brano di Hozier, pubblicato nel settembre del 2013.

Da lì a poco, la canzone sarebbe tornata in Europa (Hozier è irlandese), forte di un video con un attore protagonista d’eccezione: LeBron James. Take Me to Church, infatti, è stata scelta come colonna sonora di uno dei promo più riusciti degli ultimi tempi, con il quale sono state pubblicizzate le cuffie wireless “Powerbeats2”, che vedono molti altri testimonial sportivi.

Il video che però ha spaccato il tubo è senza dubbio questo:

Pubblicato il 18 ottobre 2014, al momento ha realizzato oltre tredici milioni di visualizzazioni.

Se un minuto è troppo, per un video promozionale, questo dura due minuti e mezzo. E non parla delle cuffie. E nemmeno di LeBron James. Parla del ritorno del giocatore nella sua Cleveland, cioè la squadra che lo aveva selezionato nel 2003, la squadra più vicina al suo luogo di nascita, ma anche una squadra che non ha mai vinto nulla, e che LeBron abbandona, nel 2010, per cercare fortuna a Miami. Dove vince. Ma che, nell’estate del 2014, decide di lasciare, per tornare a Cleveland, per vincere a Cleveland.

E il video è il racconto epico del ritorno. È il racconto di una città che accoglie il suo figliol prodigo. «La città che ti ha cresciuto», nelle parole della madre, la quale si dice «così fiera» di lui.

 Le cuffie appaiono per la prima volta dopo 45 secondi di video. Sono al collo di LeBron, si intravedono appena, mentre entra nella suapalestra. Vengono indossate e comincia l’allenamento sulle note di Take me to church. Quasi un atto di penitenza.

lebron james beats 2

L’allenamento è spazzato da immagini di vita domestica. Un ragazzino che prepara la borsa per l’allenamento, la madre, le macerie di una casa, il frigorifero vuoto. E ancora la madre: «non scordare mai da dove vieni». È una storia di redenzione e di riscatto.

Il video termina con delle finestre cliccabili che portano a clip più brevi, di approfondimento della storia principale (la palestra, la madre), con le parole del protagonista.

Come dicevamo, la canzone di Hozier diventa tormentone anche in Europa, pochi mesi dopo. E, insieme a lei, le cuffie, che oramai sono le cuffie della redenzione di LeBron James.

Una storia di cui ogni sportivo vorrebbe essere protagonista, soprattutto se raccontata così. Anche Giorgio Chiellini e Leonardo Bonucci (difensori della Juventus e della nazionale) indossano spesso le celebri cuffie del Dr Dre, ed evidentemente anche Mario Balotelli (attaccante del Liverpool e della nazionale) ne è rimasto affascinato.

La Nazionale di calcio dell'Italia alla stazione di Milano Centrale

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